Riva del Riale 67

Lavorando come designer, sono a contatto con molteplici materiali, e ogni lavorazione produce uno scarto... Io mi ci affeziono ai materiali, devo sentirli per progettare in modo adeguato alle mie esigenze e richieste, è per quello che faccio fatica a lasciar andare al macero tutti gli scarti, soprattutto dei tessuti. È impensabile che il loro ciclo finisca con un taglio di forbice, così ho pensato di dare nuova vita a questi pezzetti di tessuti e di altri materiali, convertendoli in qualcos’altro, in gioielli di tessuto, borse, complementi d’arredo, in arazzi contemporanei e tableau decorativi... Quello che loro stessi, con la loro materia e i loro colori, ispirano nella mia mente.

 

Ci vuole tempo, pazienza e tanto amore. Serve differenziare i materiali, avvertirne le loro potenzialità, progettare per loro una nuova forma e un diverso abito, ascoltarli e poi lavorarli (nel mio caso assolutamente a mano) e finalmente vedere il prodotto finito, un nuovo ciclo inizia per queste idee che si sono materializzate.  

Il processo di upcycling, che non è riciclo e riuso ma recupero e trasformazione in qualcosa di diverso, quindi una decontestualizzazione, richiede di molto impegno sia da parte dell’artista/ designer, che da parte degli acquirenti. Bisogna educarsi ed educare riguardo all’importanza, la posizione e il valore che può avere un prodotto fatto a mano e che diventa pezzo unico.

 

Dimenticavo, Riva del Riale nasce dal luogo dove abito, dal piccolo corso d’acqua che passa davanti a casa e dagli aironi cinerini che stanno tornando a ripopolare la zona...dal loro volo, che è qualcosa da guardare estasiati!

 

Le fotografie della gallery sottostante non sono l'anteprima dei prodotti, sono solo delle immagini che scatto quando ho bisogno di fermare un'idea...che siano i materiali, l'abbinamento dei colori, il tipo di lavorazione o la continuazione di un pezzo!